Internet of Things

IoT

Anche in Italia da qualche tempo si parla con insistenza di Internet-of-Things, termine spesso tradotto in Internet delle Cose o degli oggetti. Nonostante sia un trend in crescita, ancora oggi passa spesso in secondo piano nelle analisi che si occupano della tecnologia che cambia la vita e le strategie di marketing, lasciando la scena a social media, smartphone e computer. Che, però, raccontano solo una parte della storia: siamo circondati sempre più da device intelligenti e oggetti in grado di comunicare tra di loro e con gli utenti. Questa connessione – che di sicuro avrete già visto all’opera – è destinata a cambiare per sempre la digital customer experience.

Internet-of-Things (IOT), conosciuta anche come ‘machine-to-machine-communication’, con il passare degli anni è diventata qualcosa di più profondo di una semplice comunicazione tra embedded device. A conti fatti si è rivelata un vero e proprio cambio di paradigma nelle modalità di interazione tra le persone e gli oggetti e tra i clienti e i brand: un recente studio di Cisco ha rivelato che, da qui al 2018, l’Internet delle cose potrà generare qualcosa come 400 ZettaByte di dati ogni anno (per capirci, uno ZettaByte equivale a un miliardo di TeraByte). Un percorso che ha avuto inizio con i piccoli e grandi elettrodomestici (frigoriferi e forni intelligenti, impianti di sorveglianza attiva), ed è per questo che il termine IOT è spesso usato per parlare di domotica.

L’Internet delle cose, però, già da tempo sta cercando di uscire dalle abitazioni, tanto che la domotica ormai non è che una delle tante applicazioni di questa nuova forma di comunicazione. Non si tratta di una prospettiva lontana nel futuro, ma di una realtà che si sta realizzando sotto i nostri occhi: già oggi esistono oggetti e tecnologie che non necessitano dell’intervento umano per funzionare e interagire. Basti pensare a un servizio come IFTTT (‘If This Then That’), che semplifica la vita e rende automatiche alcune azioni sia online che nel mondo reale; oppure a Nest Labs, che realizza termostati e rivelatori di fumo ideati per essere capaci di imparare e riprogrammarsi di soli; o, infine, agli activity tracker, che si svegliano non solo quando fai qualcosa ma anche quando NON compi un’azione specifica.

Non è difficile immaginare che l’Internet-of-Things avrà un impatto forte e duraturo su diversi settori industriali. Stiamo assistendo alla nascita di una nuova frontiera della connessione tra la vita ‘fisica’ delle persone e i mondi digitali. Non a caso è la IOT stata inserita da Gartner nei 10 trend tecnologici del 2015. Da quando siamo entrati nell’era del mobile:

Cerchiamo di capire, allora, quale impatto la IOT avrà sulla tua azienda e che tipo di cambiamento dovrai adottare per rinnovare la tua strategia di digital marketing:

Big Data: gli oggetti interconnessi finiranno per generare una quantità immane di informazioni e numeri, che tu dovrai essere in grado di trasformare in strategie. Per non perdere l’orientamento, dovrai affidarti a una piattaforma integrata, che vada oltre il semplice CRM. Ogni singola azione che intraprendi dovrà affondare le sue radici nei big data.

Customer engagement: il tempo del consumatore senza potere è ormai alle nostre spalle. Nella Age of the Customer, i clienti consapevoli e iperconnessi – con le persone e gli oggetti – richiedono nuove strategie di engagement. Il tuo content marketing deve quindi essere tagliato su misura e disponibile secondo la regola ‘facile, veloce e a modo mio’.

Esperienza mobile: in un mondo in cui le persone possono trovare tutto ciò che vogliono ovunque si trovino, devi offrire loro una digital customer experience senza interruzioni, soprattutto se sei un’azienda del settore retail o e-commerce. Nel prossimo futuro, i pagamenti mobile diventeranno quasi invisibili, inglobati in un gesto naturale reso possibile dalla comunicazione tra oggetti, e il tuo imperativo è farti trovare pronto per adottare innovazioni come Apple Pay e la tecnologia indossabile.

Promozioni personalizzate: i beacon fungono da caso perfetto per comprendere come le dinamiche della Internet-of-Things potrebbero essere utilizzate dai brand per migliorare l’esperienza dei clienti nel punto vendita. I costi di produzione sempre più bassi, resi possibili dall’automazione dei processi, consentirà alle aziende di concentrare i propri sforzi sullo step successivo del processo: la promozione attraverso la connessione. Notifiche push e promozioni location-based sono solo due esempi di come gli oggetti possano comunicare con le persone.

Per realizzare in pieno la promessa della Internet delle Cose è necessario che tu sia in grado di comprendere a fondo il tuo cliente – e le sue esigenze – per ottenere insight strategici e offrire la migliore esperienza possibile. Cambierà lo scenario ma non cambierà la sfida ultima di ogni brand: diventare davvero rilevante nella mente del cliente, nel mondo fisico e in quello digitale, che prima o poi finiranno per fondersi in un’unica, entusiasmante dimensione.